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Archivi per la categoria ‘Generale’

Inland Sea – The Passion su iTunes dal 18 maggio 2012

2008
Inland Sea

“…tutto danza in modo profondo e passionale, sulla necessità fisica e mentale di viaggiare…” (Rockit)

2010
Things Change

“…Atmosfere introspettive ed evocative si alternano a tratti più spiccatamente folk-pop, realizzando, in modo finalmente completo, un disco apprezzabile per qualità e fattura… ” (Rockit)

2012
The Passion

“… The Passion è un lavoro completo, caratterizzato da un perfetto equilibrio tra musiche e testi… “ www.enquire.it

“… The Passion” è un’opera lieve, fatta di miniature estremamente colorate e poetiche…” www.spaziorock.it

The Passion
Dal 18 maggio su
iTunes

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Exilia – Decode (TV Spot to the new album)

Vi postiamo lo spot creato apposta per gli Exilia! Certo è in tedesco ma rende benissimo l’idea.

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Ma per non essere da meno in Italia citiamo una delle recensioni che fanno onore a questa band internazionale.
Grazie Metal Maniac!

“Ma che altro dobbiamo aggiungere per far capire la grandezza di questa band? Difficile dirlo, difficile trovare altre parole, perché gli Exilia sono oltre dieci anni che tirano fuori lavori bomba e con questi hanno costruito una reputazione underground di tutto rispetto che ora merita solo un gancio più in alto e la giusta esposizione ad un pubblico più ampio. Prendi il nuovo “Decode”, ad esempio, che con le sue dodici tracce riprende, migliora ed amplifica ulteriormente il marchio crossover del gruppo, quello agitato da riffoni moderni, ritmo post-Skunk Anansie/Guano Apes style più la personalità, l’ottima performance e l’innegabile presenza scenica della singer Masha.
Il tutto per assemblare un lavoro dal calibro internazionale e con possibilità bomba non solo di confermare il successo europeo ottenuto dalla band fin qui ma anche di lanciare gli Exilia in un airplay radiofonico che gli consentirebbe, come Colombo (Cristoforo, non il Tenente), la conquista dell’America. Impatto, determinazione, sound adrenalinico, nemmeno una nota fuori posto (compresa la conclusiva “In My Veins” per voce e piano) in questo attacco di metal alternativo che trae linfa dagli anni ‘90, pesta come maledetto e guarda al futuro. Internazionali.” Di Fabrizio Massignani.

Music 3.0 di Bobby Owsinski: Presente e futuro del music biz nel web

Bobby Owsinski, autore, produttore e consulente musicale, annuncia con certo orgoglio l’uscita della seconda edizione di  Music 3.0: A Survival Guide For Making Music In The Internet Age.

Nel suo annuncio è lieto di costatare che la sua prima edizione, oltre ad essere andata a ruba, sia stata adottata come testo di riferimento in molte scuole di “music business” e corsi universitari. Questa motivazione l’ha spinto a crearne una seconda e più ricca ed aggiornata edizione.

Music 3.0 include infatti 5 nuovi capitoli che trattano ampiamente il concetto di music business nell’era dei social media. Importante citare le interviste a Ariel Hyatt, lungimirante editrice e stratega dei social media e a Ian Rogers, Direttore Generale della Topspin (pare che abbia un tatuaggio sulla gamba del logo di Steve Jobs del primo Apple!).

In pratica Music 3.0 sviluppa la strategia del music business applicata ai così tanto inflazionati social network integrando i sistemi tradizionali di marketing.

In dettaglio Owsinski ci spiega:

  • come postare su Facebook e Twitter per poter attirare l’attenzione
  • quando postare
  • cosa c’è veramente dietro alla promozione sui social
  • l’ottimizzazione dell’uso dei social in modo da poter avere anche il tempo di fare musica per davvero
  • come usare i due più grandi e sottovalutati strumenti di marketing a vostra disposizione
  • come utilizzare i vostri siti, twitter, google + e youtube quali veri strumenti di marketing
  • come mettere a punto i vostri siti, blogs e video per ottenere posizioni preminenti nei motori di ricerca
  • come sviluppare il vostro marchio
  • suggerimenti su marketing e promozione con i mezzi a disposizione utilizzando diversi tipi di tecnologia

Music 3.0 viene presentata come una guida sicura alla gestione dell’industria musicale in continua evoluzione e al perché di tali cambiamenti. Cita l’importanza delle figure e dei nuovi ruoli in questo ambito. Si parla inoltre del motivo per cui non sono più predominanti fattori nel successo di un artista, le tradizionali case discografiche, la televisione e la radio. E addirittura …come diventare ricchi nel music business e molto altro ancora. Bisogna leggere questo Music 3.0, sembra invitante e speriamo che non sia solo uno specchietto per le allodole.

Certo è che Bob Owsinski è sicuramente un personaggio stimato soprattutto tra gli addetti ai lavori ad alti livelli vedi la puntata n. 44 di Pensado’s Place, e per chi non sapesse chi è Dave Pensado: uno dei più rinomati Mixing Engineer sulla terra (Beyonce, Christina Aguilera, Kelly Clarkson, Mariah Carey, Elton John, Michael Jackson, and more!)

Insomma…Quasi quasi lo compro.

Sara Piolanti – Migliore interprete, vince il Premio Fabrizio De André 2011

SARA PIOLANTI vince il Premio Fabrizio De André (Decima Edizione)

Dopo una lunga selezione, è stata Sara Piolanti, accompagnata al violoncello da Deborah Walker, ad aggiudicarsi la vittoria dell’ambito “Premio Fabrizio De André ” per Miglior Interprete, con lo splendido brano “Io ero”.

La decima edizione del Premio si è aperta con il concerto di Vinicio Capossela, che ha ritirato nella stessa sera il Premio De Andrè alla Carriera e che ha presentato due omaggi a Fabrizio De Andrè – La città Vecchia e Valzer per un amore – seguita dai suoi cavalli di battaglia La faccia della Terra e Con una rosa. Sullo stesso palco si sono esibiti come ospiti anche Mauro Ermanno Giovanardi (premiato anche con il “Premio per la reinterpretazione dell’opera”), Musica Nuda e Nour Eddine.

Le due serate finali, che si sono svolte il 7 e 8 ottobre in Piazza De Andrè alla Magliana, Roma, sono state seguite e giudicate dalla giuria, capitanata da Dori Ghezzi. Sara è stata premiata, tra sorrisi emozionati, da Massimo Cotto, noto giornalista musicale.

Per la categoria miglior canzone sono stati premiati ad ex-aequo NaElia e Matteo Sperandio.

Sara Piolanti è cantante e cantautrice, romagnola di origine, dal 2001 al 2006 front woman dei Caravane de Ville fondati dall’ex Modena City Ramblers Giovanni Rubbiani, del progetto New Cherry, e di Milly Romani, duo sperimentale con cui ha vinto la decima edizione del Premio Fabrizio De Andrè. Molte le collaborazioni della sua storia musicale, dal batterista blues di fama internazionale Vince Vallicelli ai Modena city Ramblers nell’album “Viva la vida muera la muerte”, fino ai Marta sui Tubi nell’album “C’è gente che deve dormire”.

Sara Piolanti e Deborah Walker si incontrano nel 2000 nei Caravane de Ville, band che ha all’attivo due album, Metropolis (2001) e Casbah (2003).

Nel 2004, quando Deborah lascia il gruppo per trasferirsi a Parigi, ecco che nascono le Milly Romani. Da allora il duo si esibisce tra l’Italia e la Francia in numerose e variopinte collaborazioni. Nel 2005 suonano allo “Studio Paradis” di Parigi, e poi aprono un concerto di John Parish a Milano. Nel 2006 sono al festival di Avignone nello spettacolo “Juliette Montaigue”. Nel marzo 2007, ospiti della band Marta sui Tubi, partecipano a una suggestiva performance sul ghiacciaio della Val Senales, interpretando le loro canzoni su una chitarra e un violoncello di ghiaccio creati dall’eccentrico liutaio americano Tim Linhart. Nell’estate del 2007 il duo è invitato al Festival Buskers di Ferrara con la soprano “Cilcée”, alias Cecile Rives, che canta arie d’opera dall’alto dei suoi trampoli. Milly Romani & Cilcée ripetono l’esperienza al festival di Linz nel 2008.

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Ho chiuso gli occhi – Racconto di pensieri e vissuto, on the road.

La gente crede che fare il musicista sia tutto rose e fiori. Sì, mi vien da ridere! Quelle rare volte che incontro gli amici mi dicono:  bella la vita eh?! Quando ti trovi un lavoro serio?

La musica è un’altra cosa però. E’ mia, è di tutti. E mi fa sentire giovane e viva ed è profumata e piena di immagini e ricordi. Ma quanta fatica, questo non lo sanno. Come questa notte, Dio non passa più. Non sanno che i musicisti sono i primi ad arrivare e gli ultimi ad andarsene. E non dico altro.

Non sanno che la notte si moltiplica, che il tempo scorre molto lentamente, che i fari delle auto sono come pugnali negli occhi, che la nebbia è peggio di un uomo che ti tradisce e che puntualmente si maledice il giorno in cui si inizia a suonare.

Finalmente la luce. Ecco Milano. Sembra quasi bella a quest’ora. Poca gente, l’aria si respira e i colori sono più nitidi. I baracchini sono ormai chiusi e la brezza mattutina fa correre al lato dei marciapiedi i segni dei bagordi del sabato notte. Persino Piazzale Corvetto mi sembra carino. È domenica anche per me. Al semaforo di Piazzale Susa ci sono già un paio d’auto in fila. Poco male, ormai non ho fretta, sono già a casa mi dico. Mentre aspetto il verde guardo torpidamente un vecchio signore ed il suo cane che insegue un piccione nei giardini della piazza. Un cane non è un figlio certo. Mi piacerebbe uno di quei canitopo a misura del mio appartamento, un buco al quarto piano senza ascensore. Ma chi ce la fa poi a portarlo fuori a quest’ora.

Se metto la sveglia alle 12 vado a pranzo dai miei. Li adoro, cane e gatto, e una tenerezza infinita. In fondo è questo l’amore. Sopportarsi fino alla morte con tutto il bene possibile. Si sono rassegnati anche loro al mio strano mestiere. Del resto recentemente ho un sacco di amici impiegati “a spasso” che si lamentano del loro stato attuale ed io… mi sento privilegiata, sono musicista e lavoro con passione!  Sì, è domenica anche per me. Meraviglioso. Ma…Che ore sono? Le 7 o le 8. Stanotte è cambiata pure l’ora. Ci mancava solo questo.

Nooo. Ti prego! Ma da dove esce a quest’ora questo? No il vetro no ti prego! Perché non va da quello davanti. Le donne sono forse più benevole, comprensive? Ti sbagli Ciccio! Ormai anch’io c’ho fatto il callo alle vostre facce sdentate, ai vostri occhi pieni di autocommiserazione. Evidentemente i miei occhiali scuri non lo intimoriscono, insiste. Abbi pietà Ciccio sono sveglia da 22 ore, e non ho la forza di frugare le tasche, né la mia coscienza.

Basta! Perché non mi lasciate in pace, ho solo voglia di tenebre, quelle vere. Ho solo voglia di dormire. Infilarmi nel letto e dormire.

E’ un  Sol! Beh non ho l’orecchio assoluto, ma questo è un sol sono certa. Cosa? Cos’è. Il suono di un clacson. A quest’ora? Signora! Signora! Si sente bene? Chi è questa gente e cosa vuole da me. Capisco ogni cosa in un batter d’occhio, il mio. Mi sono addormentata? Santo cielo! Scusate, si, si, sto bene è solo stanchezza…

Ho chiuso gli occhi. Meraviglioso. Accendo la radio, forse è meglio. Milano è viva ora. Sono le 8 e il traffico della domenica è sopportabile, il tepore del sole primaverile mi scalda. È una bella domenica e dopotutto in dieci minuti sarò a casa.
Anche stavolta.

Il fonico, ovvero l’altro musicista

Potrei non essere obiettiva.
Se nella vita bisogna assumere per forza un ruolo, io non mi sono scelta quello di fonico, ahimè sono dall’altra parte della barricata.

L’altra sera, nonostante la stanchezza, mi hanno tirato fuori da casa proponendomi un concerto all’ex Paolo Pini, meglio che schienarsi sul letto a fare zapping.

In mezzo ad un parco un po’ sinistro tra pini e querce e strutture ospedaliere fantasma, il rumore delle cicale, la gente con in mano il bicchiere in plastica di birra spillata, si avviava pacificamente verso il palco.

Faceva caldo. Ma il tutto era piacevole.
Attendevamo Max Gazzè, e ne è valsa la pena. Per due motivi:

- Non sono una sua fan (ma che stima!), e mi ha assolutamente emozionato in almeno un paio di canzoni.

- I suoni erano fantastici!

Era tutto nitido, reale, originale ed il suono arrivava compatto ed allo stesso tempo distinto.
Oserei dire “Zen”.

Mi chiedevo chi fosse il fonico così perfettamente in sintonia con la musica che arrivava dal palco. Mi volto e lo vedo cantare le canzoni di Max Gazzè mentre con le mani era pronto a seguire gli artisti che scaturivano quella magia.

Ho invidiato Max per la fedeltà del suo scudiero, il suo altro musicista, quello che silente fa suonare la musica solo con le orecchie. Colui che rende merito e onore all’artista, avendone in mano il destino di poche ore per portarlo alla gloria di fronte ad un pubblico che ignaro, non sa neanche cosa sia quel baracchino con pulsanti e cursori.

Fedeltà nel senso più ampio del termine, chi ha orecchie per intendere intenda e faccia suonare la musica per favore.
T. G.

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Masha Mysmane Intervista Max Belladonna – prima parte

Ciao a tutti!

Ecco la prima parte dell’intervista rilasciata a Masha Mysmane, cantante degli Exilia,  da Max Belladonna, producer di My Place Records, durante la trasmissione UnderDog trasmessa su linearock. In questo stralcio Max ci parla di etichette discografiche e della nascita di My Place.

Buon ascolto!

P.s. domani la seconda parte!!! Stay tuned :)