Karenina il futuro che ricordavo
28 February 2012
28 FEBBRAIO 2012 - ESCE "IL FUTURO CHE RICORDAVO" DEI KARENINA
A differenza del lavoro precedente, l’impressione è che le liriche di quest’album rivelino una certa insofferenza nei confronti della situazione in cui ci troviamo a vivere…
Diciamo che le liriche del vecchio disco erano un “guardarsi dentro”, quelle de il futuro che ricordavo sono un “guardare fuori”. Il lato intimista non viene abbandonato, ma è un’intimità ancorata alla terra, legata allo sguardo, che elabora nel proprio io la coscienza dello stare all’interno di un contesto reale e sociale. E ovviamente c’è anche un guardare avanti, guardare al futuro, che purtroppo si traduce però in un guardarsi le spalle. (Intervista: http://www.be-happy.it)
Karenina, Le macchine da scrivere
O erano “per scrivere” (c’è chi su questo è fissato, anche se sono semiestinte)? Tom Zé usava i battiti e il carrello come base ritmica su cui sospingere una ballata surrealista; e Paolo Conte narrava di “parole d’amore scritte a macchina” (le sentenze di divorzio). Ribatte sul vecchio hardware scribacchino anche questo gruppo indiepop lombardo, accorato e umorale al punto da essersi ribattezzato (comprensibile: prima, erano i Triste Colore Rosa). Oltre a Olivetti e Tolstoj, ci sono idee e violoncelli e l’album Il futuro che ricordavo. (Recensione: L'Internazionale di Pier Andrea Canei)
Prodotto artisticamente da Paolo Pischedda, il disco “è una composizione corale dove confluiscono le influenze musicali di tutti”, spiega Francesco Bresciani, voce e chitarra. Bneché la parola d’ordine sia “cambiamento”, le sonorità rimangono in chiaroscuro. Lavorano sulle sfumature a volte ritmate a volte riflessive: “I ritmi nuovi sono movimentati. Se prima eravamo introversi, ora guardiamo al di fuori ma verso un futuro ambiguo: non c’è ancora ma è come fosse già scritto”. (Da Corriere Sera ed. Bergamo del 10 feb 2012 di Daniela Morandi).
Da oggi in vendita su ITunes
Nei negozi sarà presente tra una settimana.
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