Sandcastle

Sandcastle Progband

A metà strada tra il chiarore della musica classica e l’oscurità del rock più duro, lì nel crepuscolo del progressive-rock si collocano i Sandcastle. Giacomo Fadini alle chitarre, voci e flauto traverso, Roberto Bitetti al basso e alle chitarre acustiche, Silvio al pianoforte, sintetizzatore e sequenze e Fabio Beretta alla batteria e percussioni compongono il quartetto di origine bergamasca.

Sulla scena sin dal 2008, i Sandcastle si ispirano alle più grandi band del genere come Genesis e King Crimson e ai più contemporanei Porcupine Tree e Anathema, talvolta virando verso sonorità melodiche e suggestive tipiche della psichedelia dei Pink Floyd e della musica più immaginifica e istintiva espressa da band quali Sigur Ros e Radiohead.

Sin dagli esordi la band alterna lunghi periodi di composizione a sessioni live in tutti i migliori locali di Bergamo e della Lombardia.

Nel novembre 2010 sotto la guida di Gabriele Ferreri, i Sandcastle auto producono il primo EP dal titolo Breathe Again, composto da cinque brani scelti tra le proprie composizioni.

La vena creativa dei musicisti porta rapidamente i Sandcastle a seguire le proprie ispirazioni più ardite e spingere verso nuovi orizzonti le proprie composizioni. Nascono così nuovi brani e prendono vita nuove sonorità caratterizzate da un massiccio ricorso al sapiente uso dei campionatori del tastierista Silvio Tadini e dall’estro creativo dell’intera band che trova nelle comuni radici della più classica psichedelia di floydiana memoria e del più ardito progressive britannico, il punto di partenza per un nuovo stampo sonoro che muovendo ai giorni nostri porta la band a comporre il primo disco ufficiale, un concept album sui paradossi della condizione umana dal titolo And Then We Collide.

Descrizione

AND THEN WE COLLIDE

Per il tempo in cui siamo solo isole, separate l’una dall’altra, la nostra coscienza del mondo è limitata a noi stessi, ma quando collidiamo il nostro perfetto quadro del mondo si increspa, permeato da una realtà che non ci è più familiare. Questo è il punto di partenza per Lei, donna senza una meta, e Lui, uomo senza un percorso, finché le loro strade si incrociano, in un vortice di incomprensioni.

Ma attraverso Lui, Lei scopre di aver bisogno di quella stabilità nella vita che non ha mai avuto sin dalla morte della madre, sola colonna portante nella sua vita. Attraverso Lei, Lui si accorge di quanto marginalmente la propria esistenza sia stata misera e chiusa fino a quel momento, schiacciato dalla routine di una vita spesa a tessere le trame dell’inutilità.

Il primo passo spesso però non è sufficiente a trasformare in reale cambiamento i moti che stravolgono e destabilizzano il nostro io.

Molte volte il passo più facile è il ritorno.